E’ stata approvata martedì dalla Giunta regionale la Delibera che modifica la DGR 472/2020, in merito alla quale era nata l’ormai nota e poca decorosa vicenda della richiesta di somministrazione dei test sierologici ai bambini e agli studenti con disabilità in vista dell’attivazione del prossimo anno scolastico. Il 21 luglio scorso infatti la Regione Lazio deliberava di estendere il ricorso ai test sierologici per indagini di sieroprevalenza, oltre che a “docenti, educatori, operatori di sostegno, assistenti, personale amministrativo, tecnico e ausiliario (ATA)“, anche a “bambini e studenti disabili”. Già dalla sua approvazione, la FISH Lazio (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap), aveva espresso al Presidente della Regione Nicola Zingaretti e all’Assessore alla Salute e Integrazione Socio-sanitaria Alessio D’Amato, ferma contrarietà verso questa decisione, che richiedeva il ricorso ai test a tutti gli allievi con disabilità, e unicamente a questi, poiché avrebbe configurato una discriminazione nei loro confronti, e li avrebbe annoverati tra i “portatori di infezione”, chiedendo un urgente modifica della stessa. Tale provvedimento, non giustificato e supportato da alcuna ragione medico-scientifica, che considerava la “Disabilità” come “categoria indefinita” sinonimo di “Fragilità” è stato opportunamente rettificato nella giornata di martedì.

Con la DGR del 2 settembre 2020, n. 596 viene infatti eliminato dal testo originario il riferimento a “bambini e studenti con disabilità” e trovano spazio le “Indicazioni operative per la gestione di casi e focolai di SARS-CoV-2 nelle scuole e nei servizi educativi dell’infanzia” adottato il 21 agosto dal Istituto Superiore di Sanità, in particolare nella parte in cui (Bambini e studenti con fragilità) si specifica che “Particolare attenzione va posta agli studenti che non possono indossare la mascherina o che hanno una fragilità che li pone a maggior rischio, adottando misure idonee a garantire la prevenzione della possibile diffusione del virus SARS-CoV-2 e garantendo un accesso prioritario a eventuali screening/test diagnostici“.

Apprezziamo il dietrofront della Regione Lazio – dichiara Daniele Stavolo, presidente FISH Lazio . Seguendo l’impostazione della DGR 472 infatti la “Disabilità” veniva ad essere considerata unica e senza alcuna distinzione. L’intento di voler adottare tutele maggiori per le persone con disabilità si sarebbe tradotto inevitabilmente in un fenomeno di discriminazione nei loro confronti, producendo lo stigma di persone “malate”, secondo ormai una concezione culturalmente arcaica che dovrebbe invece essere superata e contrastata in ogni circostanza e con ogni mezzo.”

Fonte Fish Lazio www.fish Lazio.it

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