Il DPCM 9 marzo 2020 prevede sospensione di attività didattiche, smart working agevolato e nuove raccomandazioni, con l’obiettivo di contenere l’epidemia da COVID-19

Ma tutto ciò può favorire i processi di inclusione scolastica? 

Il COVID-19 è alle porte ormai, il numero dei contagiati continua a crescere; alcune persone si ammalano appena, altri addirittura non presentano sintomi ma risultano positivi. Anche quando è lontano o è percepito come tale, il Coronavirus è presente nella nostra mente, come pensiero più o meno fisso, più o meno angosciante che ormai condiziona totalmente la nostra vita, il nostro lavoro, le nostre giornate e il nostro tempo libero. 

Le misure adottate dal governo per contenere la diffusione del virus non hanno ancora prodotto i risultati sperati. In alcune regioni le scuole sono ormai chiuse da diversi giorni e anche nelle altre saranno chiuse da oggi fino almeno al 3 Aprile

Nel DPCM siglato ieri  leggiamo che “i dirigenti scolastici attivano, per tutta la durata della sospensione delle attività didattiche nelle scuole, modalità di didattica a distanza anche riguardo alle specifiche esigenze degli studenti con disabilità.”

Già nei giorni scorsi sono state molte le iniziative di questo tipo attivate nei territori in cui le scuole erano già chiuse. Molti docenti e dirigenti si sono impegnati in tanti modi per raggiungere gli alunni con modalità telematica, utilizzando diversi strumenti e possibilità di tipo tecnologico. Oggi tutti i dirigenti delle scuole, insieme ai docenti, si sono attivati per creare possibilità di dialogo con le classi, e con gli alunni.

Le scuole sono chiamate oggi, a mostrare la loro capacità di rinnovamento, attivando una didattica mediata dalla tecnologia, con gli strumenti di cui si dispone, e forse non pienamente diffusi in tutte le famiglie.

Eppure se non c’è il computer c’è l’iPad, se non c’è l’iPad ci sono gli smartphone; se non si dispone di questo allora ci sono le e-mail o almeno whatsapp per le videochat di gruppo. Non è semplice ma occorre la voglia e l’impegno delle famiglie e della scuola. E certamente si può fare. I docenti dunque rimangono in contatto con i propri alunni, aiutandoli a comprendere l’importanza di questo incontro “on Line”. 

Tutto questo, sia pure possibile, non è affatto semplice e diventa ancora più difficoltoso in presenza di alunni con disabilità, soprattutto nelle situazioni in cui la condizione di disabilità viene limitata nell’utilizzo degli strumenti tecnologici necessari.

Si tratta di una sfida, che necessariamente richiede la partecipazione delle famiglie, e forse, si spera, nella collaborazione di tutte le scuole.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui