Nessuno oggi, nel nostro Paese, entrando in una casa, si chiede se c’è l’acqua o la corrente elettrica, lo diamo tutti per scontato. Vorrei che questo avvenisse anche per le rampe di accesso agli edifici (…)”

Quando diciamo che disabilità e handicap sono due cose diverse, significa ricordare come il contesto circostante abbia il potere di influire sull’autonomia e sull’inclusione di ciascuna persona. Un ambiente che include, un ambiente attrezzato per le differenti modalità di fruizione, un ambiente che anche culturalmente include e non esclude, è un ambiente che annulla l’handicap.

Passare quindi dalla cultura dell’handicap a quella della disabilità – da vedersi come condizione che può essere superata, se supportata da un contesto e un ambiente favorevoli –  è l’invito e l’auspicio che fa la Lega del Filo d’Oro, che ci ricorda come l’ambiente e la sua accessibilità possano contribuire alla piena inclusione (o esclusione) delle oltre 189mila persone sordo cieche. Le persone sordocieche e pluriminorate psicosensoriali, ricorda la Lega del Filo d’Oro, vivono una condizione difficile e di isolamento perché spesso alla disabilità sensoriale si associano anche altre minorazioni di tipo motorio, intellettivo o neurologico.

Secondo uno studio condotto nel 2015 dall’ISTAT per la Lega del Filo d’Oro sulla sordocecità in Italia, risulta che per circa il 57% degli adulti sordociechi rappresenta un problema insormontabile anche solo uscire di casa e per quasi il 90% utilizzare i mezzi di trasporto o accedere agli edifici pubblici tra cui ospedali, scuole, ecc. Fattori che precludono quasi totalmente a queste persone la possibilità di una dimensione sociale attiva e, di fatto, negando quanto sancito dalla Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità riconosciuti e sottoscritti dal nostro Paese, con lo scopo di promuovere, proteggere e assicurare il pieno ed uguale godimento di tutti i diritti e di tutte le libertà da parte delle persone con disabilità.

“Nel nostro Paese siamo ancora lontani da una cultura della disabilità che sia inclusiva in tutti gli ambiti della vita, ed è la società stessa che ci rende disabili, non lo siamo noi. Tutto può essere normale e mi auspico un giorno che ovunque, nelle case, negli edifici, per le strade, in Tv e sui giornali, siano già inclusi e previsti gli ausili e gli accorgimenti che garantiscono la piena fruibilità e accessibilità anche alle persone con disabilità fisiche e sensoriali – sostiene Francesco Mercurio Presidente del Comitato delle Persone sordocieche della Lega del Filo d’Oro. – Nessuno oggi, nel nostro Paese, entrando in una casa, si chiede se c’è l’acqua o la corrente elettrica, lo diamo tutti per scontato. Vorrei che questo avvenisse anche per le rampe di accesso agli edifici, per i segnali sonori agli attraversamenti per strada e per lalingua dei segni nei programmi tv, così da diventare una cosa del tutto normale”.

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