Secondo i dati resi noti dal Sole 24 Ore, su 141 mila cattedre, circa 50 mila a insegnanti tecnico pratici o laureati non abilitati. In base ai dati del Miur, solo il 13% dei docenti di sostegno è di ruolo. Anief: “chiederemo un atto ispettivo alla Corte dei Conti, per valutare le responsabilità del ministero e degli Usr”

ROMA – Il sostegno scolastico continua a non funzionare: lo denuncia Anief, riferendosi ai dati riportati recentemente da Il Sole 24 Ore, in base a cui “su un totale di poco più di 141mila cattedre complessive per l’anno scolastico in corso, circa 50mila sono state ‘coperte’ – spesso in ritardo rispetto al suono della prima campanella – con personale attinto dalla seconda o terza fascia, spesso diplomati (i cosiddetti insegnanti tecnico pratici) o laureati non abilitati all’insegnamento”. E fa riferimento anche ai dati del Ministero dell’istruzione, secondo cui sono stati coperti con assunzioni in ruolo, quest’anno, solo il 13% dei posti disponibili: 1.682 assunzioni a fronte di 13.329 posti vacanti e tutti disponibili per nomine in ruolo, di cui 10 mila al Nord .

Non solo: “fino a qualche giorno fa – riferisce ancora il sindacato – rimanevano ancora da assegnare migliaia di docenti sulle cattedre libere”. Una situazione grave e ormai intollerabile, per cui Anief si dice “pronto a chiedere un atto ispettivo alla Corte dei Conti – fa sapere il presidente di Anief Marcello Pacifico – così da valutare le responsabilità sia del ministro Bussetti sulla gestione delle graduatorie e dei direttori degli Uffici scolastici regionali per l’attivazione dei posti in deroga richiesti dalle scuole. Anche perché – continua – sarebbe del tutto inutile bandire i corsi per formare 40 mila docenti, se poi non si vuole e può assumerli”.

“L’assurdo di questa situazione – aggiunge Pacifico – è che nelle nostre scuole ci sono già quasi 30 mila docenti specializzati e abilitati, quindi selezionati e formati dalle università. Solo che l’amministrazione si ostina a non volerli assumere. E questo avviene in primis per via della Legge 128/13 che, pur di assicurare risparmi allo Stato a danno degli studenti più bisognosi, assegna obbligatoriamente ai precari un terzo delle cattedre di sostegno vacanti a livello nazionale. Come Anief, avevamo tentato di cambiare questo stato di cose, introducendo un emendamento all’articolo 28 della Legge di Stabilità che avrebbe fatto confluire in organico di diritto le 50 mila cattedre oggi assegnate invece in deroga fino al 30 giugno dell’anno successivo, ma i parlamentari non lo hanno preso in considerazione. Stando così le cose – continua Pacifico – è sbagliato pensare che se in Italia il sostegno agli alunni disabili non è garantito continuativamente il motivo sia da arrecare alla mancanza di personale specializzato. Quindi, oltre la metà dei posti oggi privi di titolare potrebbe essere assegnata da subito, se solo si volesse”. Ed è proprio questo che Anief, con la sua richiesta di atto ispettivo, intende chiedere con fermezza.

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